Il quadrilatero solstiziale : la geometria primaria delle caratteristiche dei luoghi

Il quadrilatero solstiziale

Disegno — Gaspard Destre

Jacques Bonvin e Raymond Montercy nel loro libro «Eglise romane, chemin de lumière», edito da Mosaique, definiscono il quadrilatero solstiziale come la geometria primaria, a partire dal cerchio tracciato al suolo [1], utilizzata in occasione della costruzione degli edifici religiosi o civili. Dopo aver delimitato la zona di costruzione dell’edificio e trovato il nord geografico, si determinano l’alba e il tramonto del sole ai solstizi d’estate (21 giugno) e d’inverno (21 dicembre) su un cerchio tracciato al suolo, la cui dimensione è stata prestabilita dal costruttore.

Come si può vedere nella figura 1, i solstizi sono i due momenti dell’anno dove la posizione del sole nel cielo è al punto più alto (solstizio d’estate) o al punto più basso (solstizio d’inverno).

Tra questi due estremi, si trovano l’equinozio di primavera (21 marzo) e l’equinozio di autunno (21 settembre).

In funzione della latitudine in cui ci si trova, il quadrilatero solstiziale cambia proporzione analogalmente alla frequenza della vibrazione terrestre.

La geometria del quadrilatero solstiziale, applicata a un luogo, ne rispetta le caratteristiche e la vibrazione [2].

Schema quadrilatero solstiziale

Fig.1 — Principio di costruzione del quadrilatero solstiziale.
Disegno — Gaspard Destre

Un luogo e la sua propria geometria

Le proporzioni del quadrilatero solstiziale variano in funzione del luogo in cui ci troviamo. Questa variazione di proporzione è data dalla latitudine.

Lo stesso giorno a latitudini differenti, il sole non si leva e non tramonta nello stesso punto dell’orizzonte.

L’ampiezza tra l’alba e il tramonto al solstizio d’estate e d’inverno aumenta o diminuisce in base alla prossimità con l’equatore o al polo nord, nel caso del nostro emisfero.

Ad esempio in territorio francese (fig.2), per Dunkerque, la cui latitudine è 51,03° nord, l’azimut nord del sole all’alba del solstizio d’estate è di 50,77° e il rapporto del lato corto con il lato lungo, del quadrilatero solstiziale, è di 1,224.

Un altro esempio sempre in territorio francese, che permette di apprezzare questa variazione, è quello di Bonifacio. Situato a 41,38° nord, l’azimut nord al levarsi del sole al solstizio d’estate è di 57,99° e il rapporto del quadrilatero solstiziale (RQS) è di 1,599.

 quadrilateri solstiziali di Dunkerque e Bonifacio.

Fig.2 — I quadrilateri solstiziali di Dunkerque e Bonifacio.
Disegno — Gaspard Destre

Un esempio : la vetrata della Passione nella cattedrale di Chartres

Negli edifici religiosi o civili che son giunti fino a noi si riscontrano poche tracce evidenti del quadrilatero solstiziale. Ma alcuni, come la cattedrale Notre Dame di Chartres, ci fanno questo regalo.

La vetrata della Passione della cattedrale [3], situata a sinistra del rosone ovest, mostra chiaramente un quadrilatero solstiziale, all’interno del riquadro rappresentante la Trasfigurazione.

Secondo Raymond Montercy nel reportage «El cielo en la tierra», quattro degli otto raggi di questa vetrata indicano gli angoli del levarsi e del tramontare del sole ai solstizi d’estate e d’inverno.

Nella parte alta, le gialle aureole di Mosè ed Elia simbolizzano le posizioni del sole all’alba e al tramonto al solstizio d’estate. In basso invece, le aureole marroni dei due apostoli Giacomo e Pietro [4] simbolizzano le posizioni di alba e tramonto al solstizio d’inverno.

La vetrata della Trasfigurazione e il quadrilatero solstiziale di Chartres

Fig.3 — La vetrata della Trasfigurazione e il quadrilatero solstiziale di Chartres.
Disegno — Gaspard Destre

Il quadrilatero solstiziale di Chartres

Studiando le orientazioni solari, ci si rende conto che i siti ospitanti i «luoghi sacri» non sono stati scelti a caso, ma che al contrario, vi è stata una ricerca minuziosa per trovare il luogo con tutte le caratteristiche necessarie, nel contempo, topografiche, telluriche e astronomiche.

Nel caso di Chartres, l’azimut nord al levarsi del sole nel solstizio d’estate [5], a una latitudine di 48,447893° nord [6], è di 53,15° nord.

Questo angolo è quasi identico all’angolo determinato dall’ipotenusa di valore 5 e il lato di valore 3 del triangolo 3-4-5, il triangolo sacro agli Egizi. Il valore di questo angolo è di 53,13°.

Peraltro, il triangolo 3-4-5 e il quadrilatero solstiziale sono in corrispondenza con la griglia di 8.

Il quadrilatero solstiziale di Chartres in corrispondenza alla griglia di 8 e il triangolo 3-4-5.

Fig.4 — Il quadrilatero solstiziale di Chartres in corrispondenza alla griglia di 8 e il triangolo 3-4-5.
Disegno — Gaspard Destre

Note e riferimenti
[1] – Jacques Bonvin & Raymond Montarcy, «Eglise romane, chemin de lumiére, l’orientation et le sacré», Mosaique Editions, p51.
[2] – Intervista di Raymond Montercy, El cielo en la tierra, RTVE.
[3]https://fr.wikipedia.org/wiki/Vitrail_de_la_Passion_%C3%A0_Chartres
[4]https://fr.wikipedia.org/wiki/Transfiguration_(christianisme)
[5] – Secondo il metodo di calcolo sviluppato da Raymond Montercy. Metodo trasmesso durante gli stage.
[6] Geoportail, https://www.geoportail.gouv.fr

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